martedì 24 aprile 2018

MESSALE SERAFICO

SAN FEDELE DA SIGMARINGEN

S. Fedele (Marco Rey) nacque a Sigmaringen (Germania) nel 1577.

Dopo gli studi di diritto a Friburgo in Brisgovia esercitò la professione di avvocato con tale amore alla giustizia che fu chiamato «l’avvocato dei poveri».

In seguito entrò a far parte dei Minori Cappuccini e vi condusse una vita austera di veglie e di preghiere. Ordinato sacerdote nel 1612, fu assiduo predicatore della parola di Dio.

lunedì 23 aprile 2018

MESSALE SERAFICO

BEATO EGIDIO D’ASSISI

Egidio fu il terzo compagno di San Francesco e si associò a lui nel 1208. Condusse una vita semplice e mite.

Spinto da vera devozione peregrinò ai più noti santuari, tra cui quello del sepolcro di Cristo. Nei viaggi a piedi, si guadagnava da vivere prestando la sua opera ai contadini.

In seguito si ritirò nei romitori dell'Umbria e da ultimo in quello di Monteripido fuori Perugia, dove morì il 23 aprile 1262.

domenica 15 aprile 2018

Agenda

MAGGIO 2018 


5 maggio: Compleanno di Elisabetta 

18 maggio: Compleanno di Flavia


Domenica 20 maggio 2018 


VIII Incontro di formazione con Padre Pietro 

Domenica 27 maggio 2018 

Capitolo delle stuoie a Caravaggio (vedi Calendario OFS Lombardia)

Lunedì 28 maggio 2018
12° Anniversario di Professione di Elena

Nota_1: La vignetta che rappresenta il mese proviene dal sito http://papale-papale.it/2012/ottobre/1/francesco.html
Nota_2: Tutto il calendario aggiornato lo puoi trovare sulla PAGINA Calendario

domenica 8 aprile 2018

EDUCARE ALLA VITA BUONA NEL VANGELO

Negli Orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010 – 2020 “Educare alla vita buona del Vangelo” emerge, come centrale nel rapporto educativo, l’urgenza di generare alla relazione personale “profonda e stabile con Gesù”, ben espressa dal verbo «dimorare » che significa trovare nell’incontro con il divino Maestro quella “stabilità, progettualità coraggiosa, impegno duraturo” (3,25) senza i quali sarebbe impossibile educare.

E-ducere, infatti, significa tirar fuori il bene, il bello, il buono, il vero che Dio ha seminato in noi per farci maturare rendendoci persone capaci di essere in relazione con Dio, con gli altri e con noi stessi, ha detto Sr. Lorella Mattioli (terziaria della Beata Angelina) intervenuta agli incontri organizzati dalla Parrocchia S. Maria Goretti in Bologna e dalla Fraternità Francescana Frate Jacopa, su “Sobrietà, uno stile di vita”. Se noi genitori, catechisti, educatori (e siamo tutti educatori potenziali) rinunciamo ad educare e lasciamo campo libero all’autoeducazione e all’autoformazione, sarà inevitabile inquinare il nostro stile di vita improntandolo a una ricerca smodata di possesso. Possedere più cose possibili, fare più esperienze possibili, alla ricerca di emozioni sempre più forti ed estreme, porta inevitabilmente a lasciarsi possedere dalle cose stesse.

Oggi si desidera avere sempre di più e “si suppone che un benessere maggiore procuri una maggior felicità, che la possibilità di consumare sia indice evidente di riuscita nella vita” ha affermato p. José Antonio Merino (Pontificia Univiversità Antonianum, Roma). Ma nella scala della felicità non sono più felici coloro che più posseggono e più consumano. Il «malessere del benessere» è un dato evidente. Il messaggio di Gesù smaschera la tesi che il consumismo e il benessere siano le basi di una vera felicità.

lunedì 2 aprile 2018

PASQUA: LA SOBRIETÀ COME STILE DI VITA

L’espressione “stile di vita” è frequentemente utilizzata per riferirsi a ciò che caratterizza permanentemente ed in profondità il modo di vivere di una persona. Non si improvvisa, non è fatto di episodi. E’ lo specchio visibile di un’etica personale, di una visione dell’uomo. E’ la saldatura di tre elementi: una spiritualità, una opzione fondamentale, una prassi quotidiana. 

Oggi la Chiesa appare molto sensibile agli stili di vita e propone queste pratiche umanizzanti: la Banca etica; il commercio equo e solidale, i bilanci di giustizia, l’economia di comunione; l’uso di fonti energetiche rinnovabili; la domenica come giornata di riposo. Ma più che per il significato economico, la sobrietà è importante per il suo significato antropologico. In effetti nella sobrietà si manifesta tutta la “premura per l’altro” partendo da un “io” consapevolmente sobrio, un “io” che in questo modo si impegna a “condividere” e a rispettare il “limite” rifiutando l’ebbrezza dei consumi, dell’accumulo e del possesso. 

domenica 1 aprile 2018

Pasqua 2018

La Pasqua è, per Francesco, l’occasione per cantare la vittoria del Signore sulla morte attraverso il dono della vita. Nell’Ufficio della Passione, Francesco dedica un salmo intero a questa celebrazione della vittoria del Signore. Il Poverello invita noi tutti a cantare il canto nuovo dell’Agnello immolato e risorto. La Pasqua è, per Francesco, il giorno della Parusìa, ossia della manifestazione gloriosa del Signore risorto e della sua splendida bellezza.

San Francesco, come Gesù, essendo l’alter Christus, seduce gli uomini e le donne d’ogni tempo. Il suo ascendente, ancora oggi, non è quello del mercante convertito, del penitente o del povero che soffre, né del mistico stigmatizzato. C’era una preoccupazione inquieta, nonché una freschezza e una spontaneità incomparabile, nelle parole di fra Masseo che, incontrando il Poverello, gli chiese: «Perché a te, perché a te, perché a te? Santo Francesco risponde: “Che è quello che tu vuoi dire?”. Disse frate Masseo: “Dico, perché a te tutto il mondo viene dirieto, e ogni persona pare che desideri di vederti e d’udirti e d’ubbidirti? Tu non se’ bello uomo del corpo, tu non se’ di grande scienza, tu non se’ nobile; onde dunque a te che tutto il mondo ti venga dietro?”»

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge n.62 del 2001.